STORIA DEL DESIGN – I COMPONIBILI DI KARTELL

Oggi torna un’altra puntata della mia rubrica “Storia del Design” ed ho deciso di parlare ancora di una icona del design italiano conosciuta in tutto il mondo. Si tratta dei celebri Componibili di Kartell, nati nel 1967 da un progetto di Anna Castelli Ferrieri. Un oggetto diventato talmente di culto da essere, 50 anni dopo, ancora tra i best sellers dell’azienda e da essere esposto nelle collezioni permanenti del Modern Museum of Art di New York e del Centre Georges Pompidou di Parigi.

Componibily by Kartell, designed by Anna Castelli

Anna Castelli Ferrieri è stata un architetto, urbanista e designer italiana, una delle prime donne italiane laureate in architettura e una delle poche nel panorama italiano del design di quegli anni. La sua figura è nota soprattutto per la sua collaborazione con Kartell, azienda fondata dal marito nel 1949 e pioniera in Italia in ricerca e nella produzione di oggetti di plastica d’uso quotidiano.

I Componibili, inizialmente chiamati “mobili 4970/84”, debuttano nel 1967 al Salone del Mobile di Milano e rispecchiano l’idea di Anna Castelli Ferrieri di un design che non doveva essere solo bello ma anche funzionale.

I componibili sono in linea con le tendenze del design dei primi anni ‘60, anni di boom economico e di pieno sviluppo dell’industria. Gli oggetti non devono più essere sono belli esteticamente ma devono anche essere funzionali e rispondere alle esigenze della vita moderna. In questi anni, l’industrializzazione si applica sempre di più anche al mondo del design, con il processo di produzione seriale che diventa anche riferimento estetico. La plastica è proprio il materiale che più di tutti caratterizza questi anni al motto di “plastic is fantastic” (la tendenza cambierà verso la fine degli anni ’60 con l’arrivo della rivoluzione giovanile, dei figli dei fiori, delle influenze culturali Londinesi come i Beatles e i Rolling Stone e poi negli anni ’70 come conseguenza della grande crisi petrolifera). Gli oggetti in plastica nei primi anni ’60 rappresentano proprio la modernità e il progresso: rispondono infatti alle richieste di produzione seriale, flessibilità, modularità, leggerezza e sono inoltre facilmente spostabili.

White Componibili Kartell

I componibili sono stati fin da subito apprezzatti per la loro praticità e la modularità: gli elementi contenitori possono essere sovrapposisti senza l’aiuto di viti o perni ma grazie ad una semplice forma ad incastro. Si possono assemblare a piacere e ottenere composizioni diverse per colore e numero di ripiani. I componibili hanno una apertura a scorrimento che si caratterizza per il riconoscibile foro al posto della maniglia. Sono stati anche i primi componenti assemblabili stampati ad iniezione in plastica ABS.

I componibili rispondono anche all’estetica di quegli anni, dove gli oggetti erano principalmente  monomaterici e monocromatici, caratterizzati da tonalità forti, colori saturi e optical (come ad esempio bianco, rosso, arancio, giallo) e con alti contrasti.

Colored Componibili Kartell

 

Che dire, un oggetto che cinquanta anni dopo continua ad essere moderno e desiderato da tutti gli amanti del design.

Kartell Componibili used as Bedside table1. Photo credit: Anna Holst – 2. Photo credit: Finnish Design Shop

Sophia Galeria

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